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martedì 1 maggio 2012

Il bicchiere pieno



Saturazióne s. f. [dal lat. tardo saturatio -onis «saziamento», der. di saturare: v. saturare].
Processo attraverso cui una determinata proprietà di un corpo, un sistema, una sostanza, espressa in genere da una grandezza misurabile, tende ad assumere un valore sempre più vicino a un valore estremo che è il più alto valore compatibile con le condizioni esterne; anche il livello (livello di s.) a cui tale processo è giunto: s. del vapore, di una soluzione, ecc.; la condizione di essere saturo (v. saturo): portare, giungere a saturazione.
Il bicchiere si è riempito, l'ho riempito.
Ogni piccola goccia che si aggiunge accende la mie reazioni, spesso molto aggressive, o determina la rassegnazione o l'impulso alla rinuncia.
La pressione delle questioni irrisolte è diventata insopportabile.
Mi sto adattando ad uno stato confusionale, senza però trovare quell'equilibrio (seppur malato) di pace apparente.
Non va bene.
La soluzione sta nell'agire.
Nessuno arriva di notte, mentre dormo, a succhiare via con una cannuccia l'acqua che riempie il mio bicchiere.
Per quanto io possa spostarmi, evadere, il bicchiere resta lì, sempre saturo.
Muovendomi posso svuotarlo ed accorgermi che il peso dell'acqua diminuisce, il livello si abbassa, dando spazio al mio cervello di funzionare a dovere.
Il bicchiere si riempirà sempre ed io dovrò svuotarlo, in un continuo fluire.
Non devo fermare troppo a lungo il flusso della vita, ma agirci dentro.


domenica 8 aprile 2012

禅 (Zen)




Questa è la mia migliore occasione.
Ogni giorno della mia vita è un allenamento per me stesso, anche se il fallimento è possibile, vivo ogni momento con la stessa attitudine verso ogni cosa, pronto per ogni evenienza.
Io sono vivo, io sono questo momento.
Il mio futuro è qui ed ora, per cui se non posso provare oggi dove e quando lo farò?


これは私にとって最高のチャンスだ。
私の人生の毎日は、自分にとっての訓練である。仮に失敗することがあっても、なにごとについても準備万端に、つねに同じ態度ですべての瞬間を生きぬく。
私は生きている、私はこの瞬間そのものだ。
私の未来は今ここにあり、もし今日挑戦しなければ、いつどこでやるというのだ?

Soen Ozeki
Daisen-in Zen Temple, Kyoto

mercoledì 16 novembre 2011

La rosa di Mariko.

Oggi è venuta a trovarmi, come cliente, la zia di una mia cara amica.
Si chiama Armanda e abita nel palazzo accanto alla mia casa.
Prima di andarsene abbiamo chiacchierato un po' e il discorso è finito sulla mia morosa Mariko.
Le ho raccontato di come sia stata vicina a me e mio padre in questi anni, di quanto sia importante ed unica per me.
Un momento che abbiamo vissuto io Mariko insieme ha poi scatenato un dolce pianto commosso di Armanda.
Beh, lo voglio raccontare qui.
Il giorno dopo la morte di mio padre mi sono alzato presto e mi sono messo a scrivere una lettera che volevo lasciare a lui, insieme a delle foto.
Ci siamo poi recati all' hospice dove era allestita la camera ardente, per dare l'ultimo saluto a papà.
Prima di andarsene dai nostri occhi ho voluto consegnargli la lettera e le fotografie.
Mariko si è avvicina, ha preso una rosa dai fiori che avevamo preparato per lui e gliel'ha messa sul cuore.
L'ho ringraziata per il gesto e lei, nella sua splendida semplicità mi dice le più belle parole che abbia mai sentito nella mia vita:
gli ho dato la rosa così la può regalare alla mamma quando la incontra.
In quel gesto, il più memorabile per me, c'era tutta la potenza e la pace dell'amore.
Ho vissuto l'attimo più intenso della mia vita, grazie a Mariko.
É indescrivibile la completezza che ho sentito in quelle parole e in quel gesto.
Mariko sentiva il mio cuore battere e si è sincronizzata con esso, un solo battito, un solo respiro.”
Commuove sempre anche me ricordare quel momento.
Resterà per sempre la scena perfetta di un finale perfetto.
Grazie tesoro, non mi dimenticherò mai di tutto quello che hai fatto e fai per me oggi.

martedì 14 giugno 2011

Pisolino che mi combini ?

13 giugno 2011
 
Mamma, papà dove siete ?
Oggi mi mancate così tanto, così intensamente.
Mi sono appisolato un attimo e al mio risveglio vi cercavo, vi sentivo come se foste nella stanza accanto.
Avevo la sensazione di potermi alzare dal divano, venire in cucina e trovarti lì a preparare la cena, mamma.
Ero convinto che papà tu fossi giù in officina ed ero pronto a venire da te, per rassicurarmi che c'eri ...
Sarà che stamattina sono andato a votare per i referendum nella mia vecchia scuola elementare.
All'uscita è riaffiorata la sensazione di tranquillità che provavo da piccolo uscendo da scuola, quando sapevo che c'era la mamma pronta ad aspettarmi, per portarmi a casa.
Ho sentito l'odore delle matite colorate, dei gessi, dei quaderni e dell'erba appena tagliata.
Ho invidiato quell'alunno con la blusina, che guardava ogni tanto fuori dalla finestra ed amava vedere il susseguirsi delle stagioni colorare i campi di grano e gli alberi in cortile.
Ho sentito intensamente la pace che mi dava il pensiero dei miei pomeriggi a casa, con i miei sogni e l'amore della mia famiglia .
Mi sento perso oggi …
Rincorro l'idea di avervi ancora qui … invano.
E' doloroso da non credere, cercare qualcosa che non c'è più, né qui né da nessun'altra parte.
Adesso mi faccio forza e chiudo questa giornata dove, ancora per una volta, siete stati nei miei pensieri …
Vi voglio bene.