Saturazióne s. f. [dal lat. tardo saturatio -onis «saziamento», der. di saturare: v. saturare].
Processo attraverso cui una determinata proprietà di un corpo, un sistema, una sostanza, espressa in genere da una grandezza misurabile, tende ad assumere un valore sempre più vicino a un valore estremo che è il più alto valore compatibile con le condizioni esterne; anche il livello (livello di s.) a cui tale processo è giunto: s. del vapore, di una soluzione, ecc.; la condizione di essere saturo (v. saturo): portare, giungere a saturazione.
Il
bicchiere si è riempito, l'ho riempito.
Ogni
piccola goccia che si aggiunge accende la mie reazioni, spesso molto
aggressive, o determina la rassegnazione o l'impulso alla rinuncia.
La
pressione delle questioni irrisolte è diventata insopportabile.
Mi
sto adattando ad uno stato confusionale, senza però trovare
quell'equilibrio (seppur malato) di pace apparente.
Non
va bene.
La
soluzione sta nell'agire.
Nessuno
arriva di notte, mentre dormo, a succhiare via con una cannuccia
l'acqua che riempie il mio bicchiere.
Per
quanto io possa spostarmi, evadere, il bicchiere resta lì, sempre
saturo.
Muovendomi
posso svuotarlo ed accorgermi che il peso dell'acqua diminuisce, il
livello si abbassa, dando spazio al mio cervello di funzionare a
dovere.
Il
bicchiere si riempirà sempre ed io dovrò svuotarlo, in un continuo
fluire.
Non
devo fermare troppo a lungo il flusso della vita, ma agirci dentro.






