Cerca nel blog

Caricamento in corso...

domenica 16 giugno 2013

√1521+1

Questa mattina per festeggiare degnamente il raggiungimento della mia seconda maggiore età, mi sono regalato una meravigliosa scottatura al dito.
La foto non renderebbe, quindi non la metto.
Non si può credere che una fiacca di qualche millimetro bruci così tanto … va beh !
Com'è accaduto ? Semplice: mia moglie non riusciva ad accendere un fornello, al che io intrepido, ho provato a smuoverlo col mio indice …
Spesso mi sono scottato la mano, sul dorso di solito, causa un'eccessiva confidenza con forno e caminetto, ma mai il polpastrello del dito: fa malissimo !
Mia moglie, dopo avermi imposto pomata e ghiaccio, rideva tantissimo, stupita quanto me dalla facilità con cui mi faccio male, praticamente sempre.
Sotto la doccia ho poi pensato a quante prime volte ho vissuto fino ad oggi.
Negli ultimi anni c'è stata la prima volta in cui mi sono sposato.
Ho potuto dire a tutti: “Le presento mia moglie”.
La prima volta in cui ho viaggiato per 22 ore, in vacanza alle Hawaii.
La prima volta da solo, quando ho perso mio padre e la mia famiglia.
La prima volta da solo ad affrontare mille difficoltà.
La prima volta sereno dopo tanti anni, grazie ai miei amici e Mariko.
La prima volta in cui mi sono trovato a gestire una piccola azienda e dei collaboratori.
La prima volta a prendere frequentemente decisioni importanti.
La prima volta nel Kyushu a vedere il mare in Giappone.
La prima volta ad avere tanti amici stranieri.
La prima volta (causa un farmaco al blu di metilene) a fare la pipì blu.
Si dice che i nobili abbiano il sangue blu.
Beh, dopo il sangue ed i metalli nobili io ho inaugurato l'urina nobile ;-)
Insomma ho notato che ogni giorno, in ogni momento può accadere qualcosa di nuovo.
Ci può sempre essere una sorpresa dietro l'angolo ed io non voglio essere così pigro o distratto da perdermela.
Buona “prima volta” a tutti e buon compleanno a me.

video

martedì 1 maggio 2012

Il bicchiere pieno



Saturaziónes. f. [dal lat. tardo saturatio -onis «saziamento», der. di saturare: v. saturare].
Processo attraverso cui una determinata proprietà di un corpo, un sistema, una sostanza, espressa in genere da una grandezza misurabile, tende ad assumere un valore sempre più vicino a un valore estremo che è il più alto valore compatibile con le condizioni esterne; anche il livello (livello di s.) a cui tale processo è giunto: s. del vapore, di una soluzione, ecc.; la condizione di essere saturo (v. saturo): portare, giungere a saturazione.
Il bicchiere si è riempito, l'ho riempito.
Ogni piccola goccia che si aggiunge accende la mie reazioni, spesso molto aggressive, o determina la rassegnazione o l'impulso alla rinuncia.
La pressione delle questioni irrisolte è diventata insopportabile.
Mi sto adattando ad uno stato confusionale, senza però trovare quell'equilibrio (seppur malato) di pace apparente.
Non va bene.
La soluzione sta nell'agire.
Nessuno arriva di notte, mentre dormo, a succhiare via con una cannuccia l'acqua che riempie il mio bicchiere.
Per quanto io possa spostarmi, evadere, il bicchiere resta lì, sempre saturo.
Muovendomi posso svuotarlo ed accorgermi che il peso dell'acqua diminuisce, il livello si abbassa, dando spazio al mio cervello di funzionare a dovere.
Il bicchiere si riempirà sempre ed io dovrò svuotarlo, in un continuo fluire.
Non devo fermare troppo a lungo il flusso della vita, ma agirci dentro.

domenica 8 aprile 2012

禅 (Zen)




Questa è la mia migliore occasione.
Ogni giorno della mia vita è un allenamento per me stesso, anche se il fallimento è possibile, vivo ogni momento con la stessa attitudine verso ogni cosa, pronto per ogni evenienza.
Io sono vivo, io sono questo momento.
Il mio futuro è qui ed ora, per cui se non posso provare oggi dove e quando lo farò?


これは私にとって最高のチャンスだ。
私の人生の毎日は、自分にとっての訓練である。仮に失敗することがあっても、なにごとについても準備万端に、つねに同じ態度ですべての瞬間を生きぬく。
私は生きている、私はこの瞬間そのものだ。
私の未来は今ここにあり、もし今日挑戦しなければ、いつどこでやるというのだ?

Soen Ozeki
Daisen-in Zen Temple, Kyoto

mercoledì 16 novembre 2011

La rosa di Mariko.

Oggi è venuta a trovarmi, come cliente, la zia di una mia cara amica.
Si chiama Armanda e abita nel palazzo accanto alla mia casa.
Prima di andarsene abbiamo chiacchierato un po' e il discorso è finito sulla mia morosa Mariko.
Le ho raccontato di come sia stata vicina a me e mio padre in questi anni, di quanto sia importante ed unica per me.
Un momento che abbiamo vissuto io Mariko insieme ha poi scatenato un dolce pianto commosso di Armanda.
Beh, lo voglio raccontare qui.
Il giorno dopo la morte di mio padre mi sono alzato presto e mi sono messo a scrivere una lettera che volevo lasciare a lui, insieme a delle foto.
Ci siamo poi recati all' hospice dove era allestita la camera ardente, per dare l'ultimo saluto a papà.
Prima di andarsene dai nostri occhi ho voluto consegnargli la lettera e le fotografie.
Mariko si è avvicina, ha preso una rosa dai fiori che avevamo preparato per lui e gliel'ha messa sul cuore.
L'ho ringraziata per il gesto e lei, nella sua splendida semplicità mi dice le più belle parole che abbia mai sentito nella mia vita:
gli ho dato la rosa così la può regalare alla mamma quando la incontra.
In quel gesto, il più memorabile per me, c'era tutta la potenza e la pace dell'amore.
Ho vissuto l'attimo più intenso della mia vita, grazie a Mariko.
É indescrivibile la completezza che ho sentito in quelle parole e in quel gesto.
Mariko sentiva il mio cuore battere e si è sincronizzata con esso, un solo battito, un solo respiro.”
Commuove sempre anche me ricordare quel momento.
Resterà per sempre la scena perfetta di un finale perfetto.
Grazie tesoro, non mi dimenticherò mai di tutto quello che hai fatto e fai per me oggi.

martedì 14 giugno 2011

Pisolino che mi combini ?

13 giugno 2011
Mamma, papà dove siete ?
Oggi mi mancate così tanto, così intensamente.
Mi sono appisolato un attimo e al mio risveglio vi cercavo, vi sentivo come se foste nella stanza accanto.
Avevo la sensazione di potermi alzare dal divano, venire in cucina e trovarti lì a preparare la cena, mamma.
Ero convinto che papà tu fossi giù in officina ed ero pronto a venire da te, per rassicurarmi che c'eri ...
Sarà che stamattina sono andato a votare per i referendum nella mia vecchia scuola elementare.
All'uscita è riaffiorata la sensazione di tranquillità che provavo da piccolo uscendo da scuola, quando sapevo che c'era la mamma pronta ad aspettarmi, per portarmi a casa.
Ho sentito l'odore delle matite colorate, dei gessi, dei quaderni e dell'erba appena tagliata.
Ho invidiato quell'alunno con la blusina, che guardava ogni tanto fuori dalla finestra ed amava vedere il susseguirsi delle stagioni colorare i campi di grano e gli alberi in cortile.
Ho sentito intensamente la pace che mi dava il pensiero dei miei pomeriggi a casa, con i miei sogni e l'amore della mia famiglia .
Mi sento perso oggi …
Rincorro l'idea di avervi ancora qui … invano.
E' doloroso da non credere, cercare qualcosa che non c'è più, né qui né da nessun'altra parte.
Adesso mi faccio forza e chiudo questa giornata dove, ancora per una volta, siete stati nei miei pensieri …
Vi voglio bene.

lunedì 30 maggio 2011

Trentadue meno uno.


Domani dovrò farmi togliere un dente.
Una parte di me se ne andrà.
Ho condiviso tanto col mio dente.
Prima era uno dei trentadue, ma ora è lui, il molare che se ne andrà per sempre per trasformarsi in chissà che cosa, in un lontano futuro.
Lascerà un bel buco nella mia bocca … un vuoto che verrà riempito nei miei pensieri ogni volta che la lingua, orfana del malaugurato dente, andrà a cadere proprio lì, dove era solita trovarlo.
Lo cercherà invano.
Al suo posto tra molti mesi arriverà un sostituto, artificiale, nuovo di zecca, che cercherà di farsi amare come quello vecchio.
Presto mi abituerò a lui, ma il ricordo di tante masticate e sedute dal dentista insieme, non si cancellano così facilmente.
Questa sarà la nostra ultima notte insieme.
Ceneremo con pollo e spinaci, ci godremo l'ultimo boccone.
Ci concederemo forse un po' di cioccolato, per addolcire questi ultimi momenti insieme.
Faremo insieme un ultimo sorriso, che tanto ci manca in questi giorni.
Poi l'ultima strofinata, dolce, energica, igienizzante.
Non c'è alternativa, caro il mio molare, ci dobbiamo separare.
Non avere paura quando verrai estratto, soffriremo insieme, per una volta ancora, la più intensa.
Ritornerai al mondo … un' altra parte di me se ne va, il ciclo continua.