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Un momento con Kaori.

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Da "Chie-chan e io" di Banana Yoshimoto. "Non avevo nessuna voglia di uscire dal futon , ma la vita di tutti i giorni doveva riprendere. Mi alzai svogliatamente e cominciai la mia giornata nella casa senza Chie-chan. ...Sembrava che quell'altra vita non fosse mai esistita, che fosse stata un'illusione. Forse Chie-chan non tornerà più, pensai. ...Però, io continuerò a pensare che alla fine tornerà, mi dissi. Mentre mi infilavo le calze, vidi la polvere danzare nella luce mattutina. E guardandola un po' incantata, mi misi a pensare... L'unica differenza fra me e Chie-chan è che io vivo nel mondo. Ma vivere nel mondo cosa vuol dire? Vuol dire incontrare anche persone a cui non importa niente di te. ...quando vado in Italia sono solo uno dei tanti anonimi viaggiatori. Se venissi uccisa, o abbandonata da qualche parte, nessuno se ne accorgerebbe. Quando sei consapevole di questo, non ti senti triste nemmeno quando sai che non rivedrai pi...

Kafka sulla spiaggia.

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Sto leggendo questo libro di Haruki Murakami: ecco due passaggi che mi sono davvero piaciuti: " In ogni storia a un certo punto arriva una grande svolta. Uno sviluppo imprevisto. La felicità è sempre uguale, ma l'infelicità può avere infinite variazioni, come ha detto anche Tolstoj. La felicità è una fiaba, l'infelicità un romanzo." "...nella vita c'è un punto in cui non si può tornare indietro. E poi c'è un punto, ma i casi sono molto più rari, in cui non è più possibile andare avanti. Quando questo accade, che sia un bene o un male, l'unica cosa che possiamo fare è accettarlo in silenzio. E' così che viviamo."