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mercoledì 16 novembre 2011

La rosa di Mariko.

Oggi è venuta a trovarmi, come cliente, la zia di una mia cara amica.
Si chiama Armanda e abita nel palazzo accanto alla mia casa.
Prima di andarsene abbiamo chiacchierato un po' e il discorso è finito sulla mia morosa Mariko.
Le ho raccontato di come sia stata vicina a me e mio padre in questi anni, di quanto sia importante ed unica per me.
Un momento che abbiamo vissuto io Mariko insieme ha poi scatenato un dolce pianto commosso di Armanda.
Beh, lo voglio raccontare qui.
Il giorno dopo la morte di mio padre mi sono alzato presto e mi sono messo a scrivere una lettera che volevo lasciare a lui, insieme a delle foto.
Ci siamo poi recati all' hospice dove era allestita la camera ardente, per dare l'ultimo saluto a papà.
Prima di andarsene dai nostri occhi ho voluto consegnargli la lettera e le fotografie.
Mariko si è avvicina, ha preso una rosa dai fiori che avevamo preparato per lui e gliel'ha messa sul cuore.
L'ho ringraziata per il gesto e lei, nella sua splendida semplicità mi dice le più belle parole che abbia mai sentito nella mia vita:
gli ho dato la rosa così la può regalare alla mamma quando la incontra.
In quel gesto, il più memorabile per me, c'era tutta la potenza e la pace dell'amore.
Ho vissuto l'attimo più intenso della mia vita, grazie a Mariko.
É indescrivibile la completezza che ho sentito in quelle parole e in quel gesto.
Mariko sentiva il mio cuore battere e si è sincronizzata con esso, un solo battito, un solo respiro.”
Commuove sempre anche me ricordare quel momento.
Resterà per sempre la scena perfetta di un finale perfetto.
Grazie tesoro, non mi dimenticherò mai di tutto quello che hai fatto e fai per me oggi.

martedì 14 giugno 2011

Pisolino che mi combini ?

13 giugno 2011
Mamma, papà dove siete ?
Oggi mi mancate così tanto, così intensamente.
Mi sono appisolato un attimo e al mio risveglio vi cercavo, vi sentivo come se foste nella stanza accanto.
Avevo la sensazione di potermi alzare dal divano, venire in cucina e trovarti lì a preparare la cena, mamma.
Ero convinto che papà tu fossi giù in officina ed ero pronto a venire da te, per rassicurarmi che c'eri ...
Sarà che stamattina sono andato a votare per i referendum nella mia vecchia scuola elementare.
All'uscita è riaffiorata la sensazione di tranquillità che provavo da piccolo uscendo da scuola, quando sapevo che c'era la mamma pronta ad aspettarmi, per portarmi a casa.
Ho sentito l'odore delle matite colorate, dei gessi, dei quaderni e dell'erba appena tagliata.
Ho invidiato quell'alunno con la blusina, che guardava ogni tanto fuori dalla finestra ed amava vedere il susseguirsi delle stagioni colorare i campi di grano e gli alberi in cortile.
Ho sentito intensamente la pace che mi dava il pensiero dei miei pomeriggi a casa, con i miei sogni e l'amore della mia famiglia .
Mi sento perso oggi …
Rincorro l'idea di avervi ancora qui … invano.
E' doloroso da non credere, cercare qualcosa che non c'è più, né qui né da nessun'altra parte.
Adesso mi faccio forza e chiudo questa giornata dove, ancora per una volta, siete stati nei miei pensieri …
Vi voglio bene.

lunedì 30 maggio 2011

Trentadue meno uno.


Domani dovrò farmi togliere un dente.
Una parte di me se ne andrà.
Ho condiviso tanto col mio dente.
Prima era uno dei trentadue, ma ora è lui, il molare che se ne andrà per sempre per trasformarsi in chissà che cosa, in un lontano futuro.
Lascerà un bel buco nella mia bocca … un vuoto che verrà riempito nei miei pensieri ogni volta che la lingua, orfana del malaugurato dente, andrà a cadere proprio lì, dove era solita trovarlo.
Lo cercherà invano.
Al suo posto tra molti mesi arriverà un sostituto, artificiale, nuovo di zecca, che cercherà di farsi amare come quello vecchio.
Presto mi abituerò a lui, ma il ricordo di tante masticate e sedute dal dentista insieme, non si cancellano così facilmente.
Questa sarà la nostra ultima notte insieme.
Ceneremo con pollo e spinaci, ci godremo l'ultimo boccone.
Ci concederemo forse un po' di cioccolato, per addolcire questi ultimi momenti insieme.
Faremo insieme un ultimo sorriso, che tanto ci manca in questi giorni.
Poi l'ultima strofinata, dolce, energica, igienizzante.
Non c'è alternativa, caro il mio molare, ci dobbiamo separare.
Non avere paura quando verrai estratto, soffriremo insieme, per una volta ancora, la più intensa.
Ritornerai al mondo … un' altra parte di me se ne va, il ciclo continua.

domenica 15 maggio 2011

Domenica mattina onirica.

Questa notte ho sognato dell'amore di due donne, giapponesi, una sui 40 anni e l'altra più giovane, 25 o 26 anni.
Nel sogno si conoscono in un tempio shintoista o buddista, non ricordo bene.
Le vedo amarsi in un'immagine sfocata dalla luce filtrata dai fusuma ( le porte scorrevoli decorate tipiche della casa tradizionale giapponese ).
Sono nude con gli occhi chiusi, coccolate dalla pace dei loro sensi, abbandonate l'una all'altra in un quadro dai contorni e colori delicatissimi.
Quella che mi fa uscire dal sogno è l'immagine di un loro album di fotografie, di una vacanza al mare, forse ad Okinawa.
Sono le tipiche foto delle vacanze, con facce buffe, autoscatti, inquadrature subacquee, sorrisi, abbracci e strambe foto dei piedi con lo smalto vivace.
Sono insieme, a consolidare il loro legame e pronte a partire per la vita insieme.
Mi sono svegliato commosso e tranquillizzato da questa immagine.
Così mi sono messo a scrivere.
Ho alzato tutte le tapparelle di casa, aperto qualche finestra per cambiare l'aria stantia della notte e, accompagnato dai miei pensieri ho svuotato la lavastoviglie.
L'ho fatto lentamente, come tutti i gesti di questa domenica mattina.
Adoro muovermi con calma ed assaporare tutto quello che mi accade intorno.
Tutta la casa si stiracchia scricchiolando, per affrontare il giorno che inizia.
Con lentezza percepisco i suoni della strada, il treno, l'aria che entra e fa sbattere le porte.
Aspetto che il latte sul fornello sia caldo, faccio il caffè e apparecchio la tavola per fare colazione.
La mattina entra nelle narici col profumo della brioche integrale con la crema al cioccolato fondente, del caffè e latte e delle fragoline che ho appena lavato.

Osservo tutto quello che mi circonda, lo sento in modo genuino, nuovo … come se le immagini che entrano dagli occhi passassero velocemente dal cervello lì vicino e, lungo la strada verso il cuore si trasformassero nella loro vera essenza, più intima, nota solo a me.
Il forte vento che inizia ora a soffiare, porterà via le nuvole che ieri hanno bagnato il mio sabato pomeriggio.
Oggi il cielo sarà azzurro con tanti riccioli di nuvole e un bel sole, ne sono certo.

mercoledì 4 maggio 2011

4 aprile 2011

Questa mattina mentre rientravo a casa dalla lavanderia ho notato un annuncio funebre ( che non guardo mai ) con su scritto un nome familiare: Franco …... ( non riporto il cognome ovviamente per privacy ).
Parcheggio l'auto per controllare, è proprio lui, il mio ex-compagno delle elementari.
Di lui ho un ricordo vago, so che viveva vicino casa mia e lavorava col padre in un distributore di benzina.
A scuola non era molto bravo, anzi mi pare fosse uno di quelli che si diceva fossero “gli ultimi della classe”, questa è l'immagine più remota che mi sia rimasta nella mente.
Poi mi ricordo di averlo intravisto lavorare col padre nella stazione di servizio che costeggia la strada che spesso faccio per andare a …....
Ho saputo da un mio cliente che suo padre era morto tre o quattro anni fa.
Prima di pranzo mi sono pure recato alla chiesa della mia parrocchia per vedere quando fosse il funerale: oggi alle 15:00.
Pensieroso se andarci o meno sono tornato a casa.
Sono rimasto al lavoro per tutto il pomeriggio; niente funerale.
Un po' mi è rincresciuto non andare, anche solo per fare le condoglianze alla mamma.
Prima di cena poi sono uscito per fare un giro in bicicletta, per farmi cullare dai primi grilli nelle campagne intorno a casa.
Durante la mia pedalata passo per la fattoria di una mia ex compagna delle elementari e la trovo lì col figlioletto e la mamma.
Mi fermo a scambiare due chiacchiere.
Chiedo di Franco, di come sia accaduto.
La mia amica mi svela che si è tolto la vita impiccandosi …
Sono raggelato.
E' il terzo amico in questi anni che fa una scelta così estrema.
Parliamo un po' dell'accaduto, del fatto che Franco fosse depresso e abbia tentato il suicidio già una volta e che la mancanza del lavoro sia stata decisiva e fatale.
Ci siamo congedati col solito “rivediamoci con notizie più serene”, sono rimontato in sella e son tornato verso casa.
Sulla strada del rientro ho pensato tanto a te Franco, al fatto che non ti conoscessi per niente, che non saprò mai se magari avrei potuto aiutarti, anche se non ero tuo amico.
Non mi rassegnerò mai tanto facilmente al fatto che un ragazzo di 37 anni si tolga la vita, per un amore finito, per la mancanza del lavoro o per la sensazione di inadeguatezza al mondo odierno.
Io stesso sono molto fragile e vulnerabile e mi spaventa la facilità con cui la nostra mente vacilla, si fa lucida e ci porta a morire.
Franco la tua mamma vivrà ancora per te, ne sono sicuro.
Non saprò mai cosa ti ha portato veramente a decidere di morire.
Voglio credere che sia accaduto come alcune cose del mondo, in un attimo fugace e decisivo, di grande solitudine, con la quale tutti prima o poi dobbiamo confrontarci.
E' molto dura guardare dentro se stessi, può far davvero male e farci crollare.
Ciao Franco dal tuo ex-compagno delle elementari Andrea, troppo meschino per avere un ricordo migliore di te.
Scusami tanto e riposati bene.
La maestra delle elementari ci faceva spesso disegnare le stagioni … ora è primavera e il tuo disegno sarebbe per una volta da “primo della classe”.

venerdì 29 aprile 2011

"Snowboard"

27 Aprile 2011, h. 17:04 piove, poca luce.
Oggi sono particolarmente svogliato, la stanchezza dei mesi passati si fa sentire, appesantito dalla grande confusione che mi opprime in questi giorni.
E' da un po' che mi piacerebbe dedicare un post ad uno sport che mi accompagna da tanti anni e che, ancora oggi è un punto fisso ed una salvezza, in molti casi, per me: lo snowboard.
Parlare di questo sport per me è un argomento immenso, così voglio concentrarmi solo su quello che rappresenta per me, per essere il più sintetico possibile.
Nei mesi scorsi mi sono imbattuto in un libro che dovrebbe aiutarmi nella ricerca del mio “talento”.
L'autore mi era già noto, avendo letto tutti i suoi precedenti manuali.
Si tratta di Sebastiano Zanolli e il libro in questione è "Dovresti tornare a guidare il camino Elvis".
Si tratta di un testo che richiede di svolgere delle ricerche attive per poter proseguire nella lettura.
La prima ricerca o “compito per la sera” (che ancora sto svolgendo) è questo: “... il primo passo è ripercorrere mentalmente e scrivere tutto ciò che abbiamo realizzato con soddisfazione fino a diciott'anni.
Tutto quello che a noi personalmente è piaciuto fare e che abbiamo fatto con passione e appagamento.
Quello che ti piaceva fare, in sostanza.
Ciò che ti faceva passare il tempo in fretta.
Quello che non richiedeva sforzo e, se lo richiedeva, non sembrava faticoso o noioso anche se per altri poteva esserlo.”
Intanto continua a piovere e, di brutto !
Beh, per me lo snowboard è una delle poche attività cui mi sono dedicato per passione e curiosità, ha richiesto tempo e sforzi per imparare e progredire, ma a me non pesava affatto, mi ha dato e mi da tra le più belle soddisfazioni personali della mia vita e mi ha regalato alcuni amici e tanti bei momenti di sport all'aria aperta.
Tutto è iniziato 17 o 18 anni fa, guardando alla TV un servizio sulle prime tavole da snowboard. Già sapevo sciare da circa 8 anni e sentivo la necessità di affrontare le discese in montagna in modo più nuovo e creativo.
Lo snowboard era quello che faceva per me !
La prima vacanza nel mio spot preferito all'epoca, Canazei in Trentino, affitto tavola e attacchi (assolutamente hard, da usare con gli scarponi da sci) e via.
Prime due ore di lezione assolutamente tragiche !
Sarà per la postura nuova, o perché mi hanno montato gli attacchi “regular” (col piede sinistra avanti, mentre ho scoperto in seguito di essere “goofy” ovvero col piede destro avanti), ma proprio non mi sono divertito !
Mi son detto: torno agli sci …
L'anno successivo, stimolato dalla visione di uno dei primi film o video sullo snowboard, “Snowboarders in Exile”, la voglia è tornata.
Mi prendo una settimana per le vacanze di Pasqua e torno a Canazei.
Questa volta affitto tavola freestyle, scarponi e attacchi soft (con tre ganci, preistoria !) e mi organizzo per 6 lezioni full-immersion.
Risultato: mi innamoro dello snowboard !
In “Snowboarders in Exile” riders come Dave Seoane, Steve Graham e Damian Sanders giocavano sulla neve ed ora io ora iniziavo a fare lo stesso, ero al settimo cielo.
Nel video che mi ha spinto a riprovare con lo snowboard, una frase in particolare mi ha sempre seguito sulle piste.
Viene dalle parole di un tipo eccentrico e dalla pettinatura punkeggiante come Damian Sanders e recita: 
 
Il freeride è senza dubbio la parte migliore di questo sport, perché esci con i tuoi amici e ti diverti e ognuno spinge l'altro ai limiti.
Credo che si tratti solo di questo, respirare aria buona e divertirsi.
A nessuno importa niente che tu non fai cose spettacolari, non ti condannano per questo, non è come in half-pipe, vieni giudicato dai tuoi amici, ma è solo per divertimento”.
Beh, per me lo snowboard è proprio questo :-)


giovedì 17 marzo 2011

がんばれ 日本 !



Il Giappone è ferito, gravemente.
Il paese che mi ha dato l'amore, la migliore accoglienza che possa ricordare, i momenti più sereni della mia vita è in ginocchio ...
Non riesco ancora a razionalizzare su quello che sia accaduto: il terremoto violentissimo, il devastante tsunami e quello che oggi preoccupa di più, l'allarme nucleare.
Dire che sono scosso è poco ...
Mi fa male vedere le città rase al suolo e sentire continuamente dai media che la situazione sia molto grave.
Spero vivamente che i prossimi giorni portino cambiamenti positivi e che l'incubo delle radiazioni rientri al più presto.
Non posso immaginare un Giappone più sofferente di quello che è oggi.
Sono confuso al pensiero di associare al Giappone le parole “mai più” … non ci voglio nemmeno pensare.
Voglio credere che i Giapponesi ce la faranno, anche tra mille lacrime.
Io sono con voi.
Ganbare Nippon !!!!

mercoledì 5 gennaio 2011

5 gennaio 1941

Auguri "capo", oggi sono settanta ... ti voglio bene.
Io e Mariko ti abbiamo festeggiato con la torta e il Ferrari che ti piaceva tanto.
Mi manchi papà ... qui va tutto bene, la casa, il lavoro, io sono cambiato, migliorato, stai tranquillo ce la faccio.
"Salto i fossi per il lungo" come te, guardo avanti e non mi scompongo ... incredibile vero ???
Ieri è venuta a trovarmi una giornalista de "La Settimana" per chiedermi di te, di com'eri.
Scriverà un articolo su di te, che verrà pubblicato venerdì 7 gennaio, sei contento ?
Io tantissimo, sei famoso adesso.
Ciao papà, buon compleanno.