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sabato 31 luglio 2010

Pausa forzata.



Mi scuso fin da ora con i pochi che seguono il mio blog e con chi mi stimola a scrivere più spesso.
Purtroppo ho avuto una rivoluzione improvvisa sul lavoro che sta assorbendo tutto il mio tempo e i miei pensieri.
A volte tocca proprio giocare con la "M".
Sto lavorando per tornare al più presto ad una nuova vita, più  serena piena di post(s) ^_^

mercoledì 7 luglio 2010

BRAAAP !



BRAAAP !!!!!
Onomatopea che traduce il suono del motore di una moto da cross quando "apre" il gas.
Il motocross è stato il primo sport che mi sono scelto da solo, dopo aver visto alla TV una gara del MotorShow di Bologna.
Avevo qualcosa come 13 / 14 anni, corsi subito dal mio vecchio e gli chiesi: voglio (verbo utilizzatissimo da me all'epoca) la moto per fare il cross.
Al che il mio vecchio rispose, come al solito, sì, va bene, nella speranza che mi sarebbe passata di lì a poco, come tante altre volte era successo.
Ma stavolta ero convinto, come lo sono stato inseguito con lo snowboard, e non ho mollato, la moto doveva arrivare ed essere da cross.
Non mi interessava per niente avere il motorino, come i miei coetanei, per andare in giro a fare le "penne" (non quelle da mangiare), io invece volevo fare i salti, le derapate, andare in fuoristrada, con casco e tutto il resto.
Per questo dopo un po' i miei hanno ceduto, visto che in una pista e con tutte le protezioni del caso sarebbe stato più difficile farmi male.
E avevano ragione ! Non mi sono mai rotto nulla con la moto.
Fatto sta che, dopo varie peregrinazioni col mio vecchio, arriviamo all'acquisto del mezzo: KTM 80 MX.
Casco, stivali, guanti e tutto il necessario per non fracassarmi, perfetto.
I primi BRAAAP li ho fatti in una pista da mini-cross a Cairate, dove mi sono divertito un mondo.
Poi sono passato e mi sono radicato (nel senso che non ho girato in altre piste) a Gorla Minore su di una pista più grande.
La mia "carriera" è stata travagliata dai furti, ben 2, delle mie adorate moto.
Il mio primo acquisto è sparito dal garage una notte di Capodanno, così come la seconda, in seguito ritrovata solo quando ne avevo già presa un'altra. Per un periodo mi sono trovato con ben due KTM a casa.
Dopo di che i furti cessarono.
Il passaggio successivo è stato al 125, questa volta Yamaha YZ 125, prima nel 1989, poi l'ultima nel 1991.
I ricordi più belli che ho del motocross sono le uniche due gare che ho fatto (5° su 10 la prima, 21° su 25 la seconda ... che scarso) e tutte quelle domeniche passate in pista a fare giri su giri, solo per divertirmi, senza alcuna smania competitiva.
La velocità, i salti, l'odore della terra umida e dell'erba il mattino presto, il BRAAAP fuori da ogni curva e sui rettilinei, le gare a cui ho assistito, il trambusto dei box, gli autografi dei campioni, lo stare all'aria aperta, tutto questo e ancora di più mi sono regalato con questo sport.
Il motocross inoltre è stato per me l'accesso allo snowboard, infatti una volta appeso il casco al chiodo mi sono messo la tavola ai piedi (sempre col casco però).
Con lo snowboard la mia vita è un po' cambiata, sicuramente in meglio e ho scoperto uno sport per me fondamentale, meravigliosa unione di movimento e calma mentale.
Grazie papà per la prima moto che mi hai comprato tanti anni fa, se non ci fosse stato il motocross, probabilmente non sarei arrivato allo snowboard, perdendomi una delle più belle esperienze della mia vita.
Ora lo snowboard, la mountainbike e il nuoto sono le mie attività fisiche preferite, le pratico e mi regalo un grande benessere, che mi ha rimesso in pista più di una volta.
Anche grazie ai miei sport ora posso affrontare meglio la vita.

Mondiali con papà.

14 giugno 2010

Oggi ho visto una partita dei mondiali di calcio in Sudafrica: Giappone – Camerun.
Il Giappone ha vinto 1 – 0.
Ho aderito ad un'offerta della TV Satellitare per poter vedere sia questa che tutte le altre partite del Campionato del Mondo di Calcio 2010.
Inizialmente non mi interessava spendere dei soldi per vedere le partite non trasmesse dalla TV nazionale, la RAI, poi ho pensato a mio padre, al fatto che è ammalato e che i suoi momenti di tranquillità li trascorre davanti alla TV, spesso guardando le partite di calcio. Questo poi potrebbe essere l'ultimo Mondiale che vede ...
Abbiamo visto la partita odierna in officina, grazie ad un vecchio televisore recuperato per l'occasione.
Mio padre non ha visto tutto l'incontro, ma quando era lì con me e i suoi operai, col sigaro in mano e lo sguardo all'insù verso lo schermo, l'ho visto sereno, rincuorato dalla nostra presenza, che gli ha fatto dimenticare per un po' la sua malattia e la trasfusione di domani ... almeno spero sia così.
Il dolore per la sua situazione mi ha fatto arrabbiare molto; mi sono distratto e non ho più pensato e agito con amore negli ultimi mesi.
Non ho capito che se sistemo la mia vita, aiuto anche lui e parecchio.
Non devo mollare ora, sarebbe un errore terribile.
Ogni momento è importante, sempre e per chiunque.
Devo usare il mio tempo, non posso farlo "solo" passare. La portata delle mie azioni e parole è davvero notevole, basta così poco per essere contenti e fissare un momento che è cibo per la vita.