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giovedì 12 giugno 2008

Linea di confine.

Premetto che i pensieri scritti di seguito sono frutto di uno sfogo, forse un po' impulsivo.
Non li rinnego, però ci rifletterò su, oggi fanno parte di me, di questo mio periodo di crescita.

Com’è sottile il confine dove finisco io e iniziano gli altri.
E’ difficilissimo, quasi impossibile capire il limite di se stessi, quando il volersi bene e lo spirito di conservazione sfociano nell’egoismo…io non ci riesco proprio, oggi soprattutto.
Cosa devo fare? Cazzo mi sto rompendo il cervello!
La mia vita è proprio un valore assoluto?
La devo difendere da chiunque e qualunque cosa?
Anche quando significa fare del male a qualcuno? E il rimorso?
Secondo me, a volte è inevitabile.
Un mio caro sta molto male, io sono la prima persona che può e deve aiutarlo, non ho fratelli né parenti.
Per quanto posso resistere? Fino al limite di sacrificare la mia unica vita per lui?
Io ho o no il diritto di costruirmi una mia vita?
Se sì, cosa significa?
Non sono pronto a darmi agli altri totalmente e forse non è nemmeno giusto farlo.
A tutto c’è un limite!
Sarò troppo cinico, ma non posso essere quello di cui c’è bisogno anche adesso, non riesco ad avere pietà.
Voglio la mia vita, la pretendo!
Non riesco più ad aspettare…posso rinunciare a tutto, tranne che a me stesso.