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domenica 31 agosto 2008

La cucina di casa.

Mi sono appena svegliato da un breve sonno, cercato per placare le lacrime della mia domenica pomeriggio.

Un’ora fa ho incontrato mio padre, stanco e dimagrito, ma con la voglia di preparare zuppa di farro per cena.

Vederlo in una situazione di routine, che senza la malattia mi sarebbe apparsa come una tenera e rassicurante immagine, mi ha fatto cadere all’istante in una commozione avvolgente e in un pianto inarrestabile.

Ora nel dormiveglia sento i tipici suoni della cucina, dove una volta mia madre, negli ultimi anni mio padre, prepara la cena.

Suoni carichi di un amore intenso, caldo, nostalgico, che annunciano il ritrovarsi insieme a tavola, e poter vivere la mia famiglia…..quanto mi mancheranno…il pensiero mi strugge, l’idea che tutto ciò sarà disintegrato dal ciclo della vita mi abbatte inesorabilmente.

Quanto vorrei che quei dolci suoni di un tempo, magia della sera di quando ero bambino, non muoiano mai, ma perpetuino l’armonia della casa e della vita famigliare.

Sono carico di emozioni in questi giorni, anche un po’ facile al pianto.

Non voglio perdere la mia famiglia, mio padre … è meraviglioso vivere anche il silenzio con lui.

È proprio vero che la felicità è reale solo se condivisa.

1 commento:

Scarabocchio Girl ha detto...

Ho perso al routine della famiglia a tavola quando i miei si sono separati.
Adesso non ci vedo nulla in quella tavola, sono solo minuti( a volte interminabili) di smaronamento quando mia madre fa la pesante.
Leggere ciò che hai scritto mi ha commosso, perchè ha rimesso in circolo ricordi ormai perduti...