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mercoledì 16 aprile 2008

Mi son detto...

Penso che il sistema sia sbagliato.

Il commercio per esempio: l’unico scopo è il profitto, fare soldi, denaro che serve per cosa?

Per comprare cibo necessario alla sopravvivenza, un mezzo di trasporto, un posto dove vivere e poi? Il benessere, lo svago, i vizi oppure la cultura, fini superiori come il sostegno e l’aiuto a che è più debole o sofferente? Giusto per fare un esempio e capire.

I soldi vengono usati per lo più a coltivare il proprio piccolo orticello, a difenderlo coi denti da chiunque osi violarlo.

Orto che diventa valore assoluto, espansione o addirittura espressione, essenza di noi stessi.

Non siamo il lavoro che facciamo, l’auto che guidiamo, i vestiti che indossiamo, la casa in cui viviamo, siamo entità in più al mondo.

Al pianeta, all’universo intero non importa un tubo se noi ci siamo o meno, figuriamoci se siamo felici o no!

Cerchiamo un senso alla vita perché siamo egocentrici e sopravvalutiamo il fatto di essere al mondo.

Ognuno di noi è unico, ma questa unicità è normale, comune, una costante, non è qualcosa di eccezionale.

Anche un gatto ha la stessa unicità e tende a preservarla per spirito di conservazione.

Noi uomini andiamo oltre, tendiamo all’esaltazione, a esagerare, a sopravvalutare la nostra esistenza.

Un valore certamente il genere umano ce l’ha: siamo esseri autocoscienti, in grado di conoscere dati sulla realtà che (probabilmente) gli altri esseri viventi sul pianeta non sanno.

Tornando al discorso iniziale, valorizziamo chi fa i soldi, chi sa vendere come se fosse un pregio, un obiettivo e costante di vita. E’ sbagliato!

Gli unici valori sono la vita, la conoscenza e la sua condivisione, che porta al miglioramento e alla crescita della nostra condizione temporanea sul pianeta.

Non siamo una civiltà terrestre come appare in innumerevoli libri e film di fantascienza.

Le condizioni geografiche creano delle diversità, O.K., ma queste ultime sono esaltate da un sistema che tende a dividere, diversificare, in un modo violento che sembra insanabile.

Siamo o no la razza umana?

Se dovessimo svegliarci domani e scoprire che un’orda di alieni assassini volesse invadere la Terra per sterminarci, saremmo in grado di unirci per collaborare nel creare uno spirito di sopravvivenza della razza, che ci permetta di difenderci tutti insieme indistintamente?

Se ognuno continua a pensare al proprio orticello, ne dubito fortemente.

Il pianeta ci concede risorse meravigliose per tutti. Possibile che solo pochi possano accedervi e ridistribuirle a un gruppo ristretto?

La tecnologia e il progresso sono per tutti?

Che senso ha dare un P.C. a manovella ai popoli del terzo mondo?

Per permettere loro di vedere quanto stanno male e desiderare un mondo migliore che probabilmente non avranno mai?

Cos’è un contentino per non sentirci in colpa?

2 commenti:

acidburn ha detto...

concordo con questi pensieri...;)

Il Pizza ha detto...

Primo, sono onorato della tua condivisione.
Secondo, ti ringrazio per il commento.
Non ero sicuro di pubblicare tutti i miei pensieri astrusi, poi mi son detto...blogghiamo????
Terzo, ho visto "Into The Wild", mi è piaciuto davvero tanto. Sono curioso di leggermi il libro.
Ciaoooooooooooooooo, che palleeeeeeeeeeeeeeeeeeee :)))))))