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mercoledì 4 maggio 2011

4 aprile 2011

Questa mattina mentre rientravo a casa dalla lavanderia ho notato un annuncio funebre ( che non guardo mai ) con su scritto un nome familiare: Franco …... ( non riporto il cognome ovviamente per privacy ).
Parcheggio l'auto per controllare, è proprio lui, il mio ex-compagno delle elementari.
Di lui ho un ricordo vago, so che viveva vicino casa mia e lavorava col padre in un distributore di benzina.
A scuola non era molto bravo, anzi mi pare fosse uno di quelli che si diceva fossero “gli ultimi della classe”, questa è l'immagine più remota che mi sia rimasta nella mente.
Poi mi ricordo di averlo intravisto lavorare col padre nella stazione di servizio che costeggia la strada che spesso faccio per andare a …....
Ho saputo da un mio cliente che suo padre era morto tre o quattro anni fa.
Prima di pranzo mi sono pure recato alla chiesa della mia parrocchia per vedere quando fosse il funerale: oggi alle 15:00.
Pensieroso se andarci o meno sono tornato a casa.
Sono rimasto al lavoro per tutto il pomeriggio; niente funerale.
Un po' mi è rincresciuto non andare, anche solo per fare le condoglianze alla mamma.
Prima di cena poi sono uscito per fare un giro in bicicletta, per farmi cullare dai primi grilli nelle campagne intorno a casa.
Durante la mia pedalata passo per la fattoria di una mia ex compagna delle elementari e la trovo lì col figlioletto e la mamma.
Mi fermo a scambiare due chiacchiere.
Chiedo di Franco, di come sia accaduto.
La mia amica mi svela che si è tolto la vita impiccandosi …
Sono raggelato.
E' il terzo amico in questi anni che fa una scelta così estrema.
Parliamo un po' dell'accaduto, del fatto che Franco fosse depresso e abbia tentato il suicidio già una volta e che la mancanza del lavoro sia stata decisiva e fatale.
Ci siamo congedati col solito “rivediamoci con notizie più serene”, sono rimontato in sella e son tornato verso casa.
Sulla strada del rientro ho pensato tanto a te Franco, al fatto che non ti conoscessi per niente, che non saprò mai se magari avrei potuto aiutarti, anche se non ero tuo amico.
Non mi rassegnerò mai tanto facilmente al fatto che un ragazzo di 37 anni si tolga la vita, per un amore finito, per la mancanza del lavoro o per la sensazione di inadeguatezza al mondo odierno.
Io stesso sono molto fragile e vulnerabile e mi spaventa la facilità con cui la nostra mente vacilla, si fa lucida e ci porta a morire.
Franco la tua mamma vivrà ancora per te, ne sono sicuro.
Non saprò mai cosa ti ha portato veramente a decidere di morire.
Voglio credere che sia accaduto come alcune cose del mondo, in un attimo fugace e decisivo, di grande solitudine, con la quale tutti prima o poi dobbiamo confrontarci.
E' molto dura guardare dentro se stessi, può far davvero male e farci crollare.
Ciao Franco dal tuo ex-compagno delle elementari Andrea, troppo meschino per avere un ricordo migliore di te.
Scusami tanto e riposati bene.
La maestra delle elementari ci faceva spesso disegnare le stagioni … ora è primavera e il tuo disegno sarebbe per una volta da “primo della classe”.

2 commenti:

Scarabocchio Girl ha detto...

Ciao Franco...
Leggere di questa storia mi ha un po' commosso, un po' messo malinconia. Purtroppo le strade che prendiamo ci dividono dai nostri compagni, ma non fartene una colpa, se tu non ci sei stato, non potevi saperlo...
Dai Pizza, ti abbraccio forte!

Scarabocchio Girl ha detto...

Bene, ieri commento serio, oggi commento idiota: se vieni su Scarabocchi di Vita c'è un premio per te :)