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martedì 28 dicembre 2010

Comunicazione importante per Luciano Bottiani.

Da grande no fumerò mai” ti ricordi ?
Te l'avevo scritto su di un biglietto a 5 o 6 anni.
Tu lo conservi ancora nel portafogli da ormai 31 o 32 anni.
Hai visto papà ? Ho mantenuto la promessa.
Ti lascio una copia di questo ricordo e alcune fotografie per farti compagnia: c'è la mamma, ci sono io che sorrido , io e Mariko (così non ti preoccupi e stai tranquillo; non sono da solo) ed io e te che ci teniamo la mano sul letto d'ospedale al Camelot.
Ti do i tuoi occhiali, così puoi leggere bene quello che ti scrivo.
Dato poi che ultimamente mi cercavi sempre al telefono, ti do anche un biglietto da visita della tua “bottega” la Vulcanizzazione Moderna di Bottiani Luciano & C. S.n.c. e il mio numero di cellulare, così se mi cerchi sai dove trovarmi.
Papà non riesco ad immaginare che ora tu non ci sia più, qui con me.
Oggi però sono più forte, non sarò più “tragicomane” come mi dicevi sempre e migliorerò il mio caratteraccio, che tu dicevi essere come quello di mamma.
Ti prometto che sarò più tranquillo e sereno, penserò alla mia salute, starò attento ai soldi, proverò ad aggiustare le cose prima di buttarle via e troverò una soluzione a tutti i problemi, proprio come facevi tu e mi hai insegnato.
Non starò lì a rimuginare sulle cose, sarò deciso, non rimanderò, ma mi metterò a realizzare, perché ho scoperto il piacere del “fare”.
Ho imparato tantissimo da te, stai tranquillo.
Io mi sistemerò, te lo prometto, sarai orgoglioso di me.
Mariko ci vuole bene e ci è stata accanto fino in fondo, è una persona d'oro.
Sa prendermi e tranquillizzarmi, un miracolo !
Faremo una famiglia insieme e forse arriveranno anche dei nipotini, tu però non diseredarmi perché ti faccio nonno, va bene ?
Ti voglio bene tantissimo, sei la migliore persona del mondo per me, il mio eroe, amico, fratello e padre.
Mi hai insegnato l'indipendenza, il valore del denaro, l'educazione e l'onore nella vita e nel lavoro, le tue qualità più grandi.
Ci sono tantissime persone ( amici, parenti, colleghi e clienti) che ti rispettano e stimano per la tua disponibilità ( ti ricordi, dicevi di essere accondiscendente come Bambi della Disney ), la tua correttezza nella vita e nel lavoro, il tuo impegno e l'amore che mettevi in tutto ciò che facevi.
Hai commesso qualche errore, me chi non lo fa ?
I tuoi errori poi sono stati fatti tutti a fin di bene, per la tua famiglia, che veniva prima di tutto, a volte anche prima di te stesso.
Io e la mamma te ne siamo grati ed io ti onorerò per sempre.
Io non potrò mai essere come te, sei troppo grande, ma sarai l'esempio per me nel futuro.
Io ci sono e se vorrai venirmi a trovare ti aspetto.
Grazie per tutto quello che hai fatto per me: per la pazienza infinita, il lavoro, il benessere che non mi è mai mancato, la serenità in famiglia, l'amore incondizionato che hai saputo donarmi sempre, nonostante tutto, gli abbracci per proteggermi e consolarmi, la presenza, la casa, la mia e la nostra vita insieme.
Scusami se spesso mi sono arrabbiato, sono stato debole, indeciso, pigro, cattivo, prepotente, se a volte ti ho abbandonato o non ti ho detto stai tranquillo, ti voglio bene …
Gli ultimi giorni insieme sono stati meravigliosi nonostante la tua malattia, ci siamo detti quanto ci vogliamo bene, ci siamo dati tanti baci e tante carezze … non è mai mancato l'amore tra di noi.
Oggi ho trovato una vecchia fotografia: ci siamo tutti, io da piccolo senza i denti davanti, tu e la mamma. Siamo insieme e sorridiamo, siamo noi, una famiglia.
Quanto vi amo a te e mamma, non potete immaginare.
Mi avete dato tutto e tanto in più.
Non vi dimenticherò mai, sopravviverete in me, nei miei pensieri, nei miei gesti, nelle mie parole, nella mia vita.
Spero tu riesca a leggere la mia calligrafia, nel dubbio ti lascio questa copia dei miei pensieri scritta al computer, con qualche aggiunta e modifica alla versione scritta a mano.
A proposito di computer, ogni tanto giocherò a carte come facevi tu ultimamente.
In più ti voglio dire che sul mio sito http://www.nantonaku-yume.com/ ho scritto di te, così adesso sei ancora più conosciuto.
Adesso ci penso io alla casa, alla bottega, a tutto, stai tranquillo, metto l'antifurto e chiudo bene, riposati e stai sereno con la mamma.
Rilassati e stai a vedere cosa farà tuo figlio, il tuo “ciccio” farà il bravo, come tante volte mi hai chiesto.
Ogni tanto pensa a me, io lo farò sempre.
Ti renderò onore tutti i giorni della mia vita.
Ti lascio anche i tuoi sigari, un pacchetto solo però, con dei fiammiferi, così quando ti va ti puoi rilassare un po'.
Mariko ti vuole bene e ti saluta tanto, le mancherai.
Le dispiace non averti conosciuto meglio, ma ci penserò io a raccontarle che uomo speciale sei, anche se so che l'ha già capito da sé.
Adesso ti lascio andare, ma non ti preoccupare, tornerò a scriverti e a parlare con te nelle mie preghiere.
Farò ogni cosa bene, come facevi tu, non mi lascerò abbattere e lotterò tutta la vita, vedrai !
Tu, dopo aver lavorato tanto per me e la mamma, adesso riposati, non troppo però, perché io avrò sempre bisogno di te e ti chiamerò spesso.
Ti chiedo un'ultima cosa, ringrazia quanto prima tutto il personale del nucleo Altachiara del Camelot di Gallarate dove eri ricoverato ultimamente.
Grazie a loro abbiamo potuto trascorrere insieme dei momenti stupendi, nonostante la malattia.
In particolare ringraziamo il dr. Marco Scaltritti, lo psicologo Pietro Mignano, le infermiere Elena, Antonella e Aurelia, gli O.S.S. Isabella, Laura, Claudio e Giovanni.
Un abbraccio grandissimo e la gratitudine di una vita vanno da parte mia ad Elena, Isabella, Giovanni e Pietro: grazie a loro ho potuto avere la serenità e l'energia per poterti stare vicino sempre.
Perdonami se non ti ho curato a casa, ma stai sicuro che al Camelot hai ricevuto le cure migliori, con l'intenzione di tornare presto a casa.
Ho fatto la scelta giusta per il tuo benessere, fidati di me.
Infine ringraziamo insieme Emanuela per essersi data da fare ed averci fatto conoscere la signora Francesca che ti ha accudito amorevolmente e con mille attenzioni sia all'ospedale di Gallarate che al Camelot.
Ti chiamava “nonno”, cosa che a te magari scocciava un po', ma con lei riuscivi persino a mangiare.
Tante altre persone ci hanno aiutati e mi staranno vicine in futuro, ringraziamo tutti, poi tu lascia un pensiero a chi vuoi in privato, va bene ?
Se c'è qualche errore di scrittura od ho dimenticato qualcosa, scusami, ma sono emozionato nel dirti tutte queste parole.
Adesso ti lascio andare davvero, ti abbraccio e bacio fortissimo.
Per me vivrai sempre.
Ciao “capo”, tu sei il mio papà.