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domenica 27 aprile 2008

Into The Wild.

Un film spettacolare, meraviglioso, uno dei più belli che abbia mai visto, commovente, sincero, libero.
Sono troppe le parole che vorrei scrivere e non riesco a riordinarle.
Guardatelo, almeno una volta, una storia avvincente e terribilmente, meravigliosamente vera.

Alex Supertramp sei un grande!




Sono felice.

Sono felice, proprio in questo momento, nonostante mio padre sia all'ospedale per essere operato domani, il periodo nero che sto passando, questa sera sto bene... perché????
Beh, perché ieri sera ho fatto una bella chiacchierata con Marta, Mariko mi ha chiesto quando ci vediamo, per cena mi sono cucinato scaloppine al vino bianco con spinaci e mozzarella da urlo, mi son mangiato un cornetto al cioccolato mentre guardavo il cielo imbrunire dal terrazzo di casa, mi sono bevuto due Becks belle fresche, perché in questo momento non mi manca niente e mi sto godendo le piccole (per me grandissime) gioie della vita.

giovedì 17 aprile 2008

Coda d'inverno.

Piove, piove a dirotto.
Questa coda d’inverno mi ha dato uno schiaffo profondo, insopportabile.
Oggi ho anche la gola in fiamme, mi sento a terra, spossato, svogliato, senza energie.
Chissà perché sento anche la mancanza di mia madre, del periodo prima che si ammalasse, quando eravamo ancora una famiglia.
Mi mancano i ritmi, i rumori, i tempi della mia famiglia che non c’è più.
Oggi sono riaffiorati ricordi, che a fatica ho cercato di sistemare.
Mi vengono in mente le ore prima della cena, dove la giornata si spegneva, si accendevano le finestre delle case, si tirava il fiato e ci si preparava a stare insieme a tavola, per cena, magari senza parlare, ascoltando la TV.
In quei momenti mi rendevo conto che facevo parte di qualcosa, che mi abbracciava, a volte forte, altre meno, dandomi un senso di protezione e completezza: la mia e solo mia famiglia.
Mai avrei pensato che si frantumasse, sotto i colpi di una malattia tanto maledetta quanto normale. Un dolore che ha cambiato, fintanto che è durato, lo scorrere del tempo, appropiandosi violentemente e repentinamente della nostra vita, costringendoci amaramente a fare i conti con noi stessi, a tirare fuori delle energie inaspettate, a versare delle lacrime fino allora sconosciute.
Un peso indicibile ci è piombato addosso, è penetrato dentro di noi e ci obbliga a sostenerlo per sempre. Di pesi così ne è piena la vita, è inevitabile, ma oggi il mio mi schiaccia a terra impietosamente.
Abbiamo occhi talmente trasparenti che lasciano passare tutto…troppo a parer mio.
Oggi i pensieri del dolore che ho visto e vissuto vorrei passassero in un istante, ma so che staranno con me per sempre e forse è giusto così.

mercoledì 16 aprile 2008

Mi son detto...

Penso che il sistema sia sbagliato.

Il commercio per esempio: l’unico scopo è il profitto, fare soldi, denaro che serve per cosa?

Per comprare cibo necessario alla sopravvivenza, un mezzo di trasporto, un posto dove vivere e poi? Il benessere, lo svago, i vizi oppure la cultura, fini superiori come il sostegno e l’aiuto a che è più debole o sofferente? Giusto per fare un esempio e capire.

I soldi vengono usati per lo più a coltivare il proprio piccolo orticello, a difenderlo coi denti da chiunque osi violarlo.

Orto che diventa valore assoluto, espansione o addirittura espressione, essenza di noi stessi.

Non siamo il lavoro che facciamo, l’auto che guidiamo, i vestiti che indossiamo, la casa in cui viviamo, siamo entità in più al mondo.

Al pianeta, all’universo intero non importa un tubo se noi ci siamo o meno, figuriamoci se siamo felici o no!

Cerchiamo un senso alla vita perché siamo egocentrici e sopravvalutiamo il fatto di essere al mondo.

Ognuno di noi è unico, ma questa unicità è normale, comune, una costante, non è qualcosa di eccezionale.

Anche un gatto ha la stessa unicità e tende a preservarla per spirito di conservazione.

Noi uomini andiamo oltre, tendiamo all’esaltazione, a esagerare, a sopravvalutare la nostra esistenza.

Un valore certamente il genere umano ce l’ha: siamo esseri autocoscienti, in grado di conoscere dati sulla realtà che (probabilmente) gli altri esseri viventi sul pianeta non sanno.

Tornando al discorso iniziale, valorizziamo chi fa i soldi, chi sa vendere come se fosse un pregio, un obiettivo e costante di vita. E’ sbagliato!

Gli unici valori sono la vita, la conoscenza e la sua condivisione, che porta al miglioramento e alla crescita della nostra condizione temporanea sul pianeta.

Non siamo una civiltà terrestre come appare in innumerevoli libri e film di fantascienza.

Le condizioni geografiche creano delle diversità, O.K., ma queste ultime sono esaltate da un sistema che tende a dividere, diversificare, in un modo violento che sembra insanabile.

Siamo o no la razza umana?

Se dovessimo svegliarci domani e scoprire che un’orda di alieni assassini volesse invadere la Terra per sterminarci, saremmo in grado di unirci per collaborare nel creare uno spirito di sopravvivenza della razza, che ci permetta di difenderci tutti insieme indistintamente?

Se ognuno continua a pensare al proprio orticello, ne dubito fortemente.

Il pianeta ci concede risorse meravigliose per tutti. Possibile che solo pochi possano accedervi e ridistribuirle a un gruppo ristretto?

La tecnologia e il progresso sono per tutti?

Che senso ha dare un P.C. a manovella ai popoli del terzo mondo?

Per permettere loro di vedere quanto stanno male e desiderare un mondo migliore che probabilmente non avranno mai?

Cos’è un contentino per non sentirci in colpa?

giovedì 10 aprile 2008

Bella serata.

Ieri mattina mi alzo stanchissimo, dormito un tubo, fuori fa freddo, piove, della primavera neanche l'ombra, sono nervosissimo e mi sento anche un po' di febbre.
Misuro la temperatura: 37, già mi preoccupo e mi vedo a stressare il mio medico per chissà quale misteriosa patologia (ovviamente assente sui libri di medicina) che ha beccato solo me!
Poi mi do una calmata e mi dico: è per la serata che mi aspetta.
Infatti, dopo mille, e dico mille tentennamenti, mi sono deciso a invitare fuori a cena una ragazza giapponese mooooolto carina che ho conosciuto poco tempo fa.
Domenica sera da Kotobuki (ristorante giapponese di Milano la cui proprietaria Maria mi ha virtualmente adottato come single cronico) tra una birra e un sushi, il mio amico Egidio mi fa: è ora di mandare un SMS a M. (non scrivo il nome per privacy e scaramanzia) per invitarla a cena. Al che io gli dico: facciamo pure, tanto non mi risponde... infatti, dopo un po' arriva la conferma della sua disponibilità in settimana.
E no! Non sono pronto, cioè lei mi piace, ma io...insomma ho i miei problemi, il lavoro, mi fa sempre male un ginocchio....come faccio?????
Per dirla tutta saranno 3 anni che non esco solo con una ragazza single, non mi ricordo più come si fa, poi ho 35 anni.....mi fa sempre male un ginocchio!
Fatto sta che martedì sera prendo l'orgoglio maschile che mi resta e la chiamo...suona a vuoto....ancora.....non c'è, pazienza, ci ho provato...pronto! E' lei...sticazzi, avevo appena finito di sudare come una lumaca. Ciao, bla, bla, bla, usciamo mercoledì sera.
Oddio dove la porto, come mi vesto, cosa dico???????
Va beh, non è morto nessuno, ce la posso fare.
Dopo varie ricerche e telefonate decido per Kotobuki, dove mi sento un po' a casa, a lei va bene, perfetto!
Tornando a ieri, passo la giornata ipermeganervoso, rischio di disdire tutto da un momento all'altro, sudo, balbetto anche nei pensieri, ho mal di stomaco, mi fa sempre male il ginocchio e oggi ancora di più.
Telefono a tutte le mie amiche, ma becco solo la Gians che ai miei dubbi risponde "pompandomi" come se dovessi affrontare un kicker da 20 mt.....avrei meno paura per la verità.
Grazie Giansy, la filosofia è quella giusta, funziona e mi tranquillizzo un po'.
L'appuntamento è verso le 20:30 al ristorante, lei si farà trovare lì.
Mi faccio la doccia, lavo i denti, mi vesto abbastanza ganzo, porto il mio nuovo iPhone e via, si parte!
Arrivo a Milano al pelo e vedo una bella ragazza che entra nel ristorante, entro anch'io e la stessa è seduta a un tavolo (mi dico che meraviglia!), guardo meglio...ma è M.!!!!
Ho fatto bene a venire, parecchio!
La serata è andata bene, lei è bellissima, io non sono morto, mi fa sempre male un ginocchio, ma la voglio rivedere.......

mercoledì 9 aprile 2008

Andiamo avanti così.....

Qui non ci siamo.
Non ho più voglia di un tubo! Possibile?????
Sarà questa primavera strana (e che passi in fretta perché mi sto rompendo), mio padre che non sta bene, io che ho archiviato tanti problemi irrisolti, mah!
Fatto sta che desidero unicamente stare solo, leggere, vedere film, stare bene con i miei amici e magari fare ancora un po' di snowboard.
Nella testa ho ancora tante cose da fare, vedere, toccare, assaporare, ma ora non mi va di cercare nuove esperienze.
Sto in attesa di farmi stupire dalla vita.
Mi va di stare a guardare e farmi rapire da un'immagine, un pensiero, una parola, una voce.
Ultima nota il lavoro: adesso va benino e riesce anche a svagarmi...strano.

venerdì 4 aprile 2008

Pausa.

C'è un uccellino che mi ha chiesto di aggiornare il blog, dato che é da un po' che sono assente.
Purtroppo sto vivendo un periodo strano e incasinato per vari motivi, tra cui la salute di mio padre.
Inoltre mi é arrivato il notebook nuovo oggi con Windows Vista.....un casino!
Ebbene sì, sono passato al portatile, basta con tutti quei fili in giro!!!!!!
Beh, adesso vado a vedermi un film.....ho un sacco di pensieri per la testa, ma stasera non ho voglia di elaborarli.